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Asilo Patria e Lavoro

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Dopo quasi trent’anni dal suo abbandono, il 24 settembre 2010 riprende vita lo storico edificio di via Terminio che per lungo tempo ha ospitato l’asilo "Patria e Lavoro".
La struttura, di notevole pregio architettonico, è stata restituita alla città in tutto il suo antico splendore grazie all’opera di recupero e valorizzazione delle risorse storico culturali nell’ambito del Progetto Integrato Città di Avellino.

a cura di Andrea Massaro (marzo 2011)
Asilo Patria e Lavoro
Asilo Patria e Lavoro - Rampa Accesso Parcheggio
Asilo Patria e Lavoro
Asilo Patria e Lavoro - Cortile interno
Asilo Patria e Lavoro
Asilo Patria e Lavoro - Prospetto principale

 
Asilo Patria e Lavoro
Asilo Patria e Lavoro - Cartolina d'epoca

Tra le numerose strutture pubbliche recuperate nella ricostruzione del dopo terremoto assume una rilevanza particolare l’Asilo “Patria e Lavoro”, posto al centro della città.
La benefica istituzione per l’infanzia di Via Vasto e Via Terminio ha animato per moltissimi anni il centro cittadino, attraverso la presenza continua dei tanti fanciulli che sono passati nelle sue aule.

Per molti anni l’edificio è stato al centro di continue proteste da parte degli abitanti circostanti per il degrado e l’abbandono nel quale è rimasto per tanto tempo.
Finalmente, con il suo completo risanamento la zona può contare su una moderna, elegante ed efficiente struttura destinata alla pubblica utilità sul versante del sociale.

La storia dell’asilo “Patria e Lavoro” inizia nella seconda metà dell’Ottocento, quando la pubblica assistenza del capoluogo irpino, affidata a specchiate figure di amministratori, si interessa sempre più delle classi sociali bisognose.
Sorge così l’ “Asilo di mendicità” nel Convento dei Cappuccini e poi nel 1939, trasferito presso il ricovero “Rubilli”, voluto dall’illustre benefattore e uomo politico Alfonso Rubilli. In linea con l’attività filantropica del ceto borghese e liberale di Avellino, nel 1874 nella cittadella della carità sorta tra Via Seminario e Largo Ospedale, nel centro storico, prende corpo e apre le sue porte un asilo pubblico destinato ad accogliere e assistere i fanciulli poveri della città.
L’istituzione, riconosciuta come ente morale, è posta sotto l’egida del Comune di Avellino e dell’Amministrazione Provinciale irpina, che mantennero in vita un comitato di assistenza il cui nome, “Patria e Lavoro”, rispecchiava ancora la forte connotazione risorgimentale e massonica della classe politica dell’Irpinia.
Con la riforma Gentile del 1925 la dotazione del Comitato “Patria e Lavoro” andò a costituire un nuovo asilo che sorse in Via Vasto - Via Partenio - Via Casale Nuovo nel 1933, a opera del commissario Giuseppe Mercuro.

Il nuovo edificio accolse tantissimi fanciulli e la sua vocazione assistenziale cambiò in quella educativa e scolastica, contribuendo alla formazione di varie generazioni di avellinesi.
Per tutto il periodo un gruppo di suore si è prodigato per l’infanzia, attratta quest’ultima da una pedagogia materna e convincente attraverso recite, spettacoli e intrattenimento per i piccoli.
L’asilo è stato amministrato da un proprio Consiglio in base allo Statuto del 1925, composto da eminenti figure della città.
Con il Decreto del Presidente della Repubblica 616 del 1977 l’opera pia è stata trasferita nella piena proprietà del Comune di Avellino.

Il terremoto del 23 novembre 1980 soffocò ogni voce del caro asilo, che ora è tornata a vivere, sia pure sotto diversa forma.

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