Palazzo De Conciliis, (Victor Hugo)

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L'inconfondibile prospetto di un antico palazzo gentilizio si staglia sullo sfondo di una stretta viuzza, via Sette Dolori, che costeggiando il Duomo apre proprio sullo spiazzo prospiciente, ove, fino al novembre del 1980, si ergeva il vecchio Ospedale.
Questo palazzo, fortificato e ristrutturato con un sapiente rifacimento, opera dell'Ing. Domenico Fraternali, oggi è frequentato e ammirato da numerosi cittadini e cultori di storia patria.
Al suo interno hanno trovato sede gli uffici della Ripartizione Pubblica Istruzione e Cultura, l'Archivio Storico Comunale, la I Circoscrizione, quella dell'antico Centro Storico di Avellino, il Centro di Ricerca "Guido Dorso", l'A.C.I.F. Associazione "Victor Hugo", il "Goethe Institut", l'Associazione "Italia Nostra", l'Associazione Filatelica Irpina ed il "CIDI" Centro Iniziativa Democratica Insegnanti.
Negli ultimi tempi è stato indicato come possibile sede della nascente Università di Laurea Breve, recentemente istituita dal Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica.

a cura di Andrea Massaro (giugno 2010)
Palazzo De Conciliis
Palazzo De Conciliis - Foto d'epoca
Palazzo De Conciliis

Palazzo De Conciliis - Foto panoramica
Palazzo De Conciliis

Palazzo De Conciliis - Cortile
Palazzo De Conciliis

Palazzo De Conciliis - Vista dall'alto
Palazzo De Conciliis

Palazzo De Conciliis - Interni
Palazzo De Conciliis

Palazzo De Conciliis - Interni
Palazzo De Conciliis

Palazzo De Conciliis - Interni
Palazzo De Conciliis
Palazzo De Conciliis - Androne ingresso

Il Palazzo de Conciliis o "Casa della Cultura", come è indicato nelle carte ufficiali, in Avellino è più noto come "Palazzo V. Hugo".
Nella zona del Duomo, nel cuore antico della città, la famiglia de Conciliis vantava il possesso di più palazzi.
Il vecchio Ospedale in origine era di proprietà di Pietrogiacomo de Conciliis che, nel 1848, lo mise a disposizione dei malati che si trasferivano dal vecchio Ospedale di Porta Puglia.

Nel secolo scorso un altro palazzo della famiglia de Conciliis passava ad assolvere una funzione pubblica: quello della sede della secolare Camera di Commercio che è, anch'esso, oggetto di importanti lavori di ristrutturazione e recupero.
Fino a pochi anni fa Palazzo de Conciliis si ergeva triste e lugubre in un luogo solitario, dove si aggiravano solo i fantasmi di oneste schiere di lavoranti, così attive nei secoli passati.
Il paesaggio tetro, oggi reso luminoso e civettuolo, si presenta in un bel colore che esalta il tufo ed i marmi che da due secoli hanno retto a molti eventi. L'isolato palazzo, di due piani, fu costruito col tufo di buona qualità che abbonda sulla collina ad opera dell'architetto Maria Luigi de Conciliis nel corso del 1700.
La famiglia, proveniente da Sanseverino, giunse in Avellino alla fine del XVIII secolo, quando il capo stipite Nicola nato nel 1669, decise di immigrare nel feudo avellinese dei Caracciolo.

La fortuna del palazzo è legata alla breve permanenza nelle sue stanze del piccolo Victor Hugo in occasione del ricongiungimento col padre in Avellino, il colonnello Leopold Sigisbert Hugo, ivi trasferito a seguito alla nomina a Governatore militare della provincia in sostituzione del Digonet, avvenuta agli inizi del 1808.
Il soggiorno, anche se breve, è ricordato dal grande romanziere francese nei suoi scritti. A rendere indelebile il ricordo fu certamente la vita movimentata del padre, già capo battaglione del Reggimento "Royal Corse", che negli anni tumultuosi dell'occupazione francese fu particolarmente impegnato nelle cruenti lotte intraprese dal regime francese contro il brigantaggio che funestava l'Irpinia e il Sannio.
 

Palazzo De Conciliis
Palazzo De Conciliis - Interni
Il Colonnello Leopold Sigisbert indisse, durante il suo governatorato unitamente all'intendente Giacomo Mazas ed al vescovo Sebastiano De Rosa, una "Festa della Riconciliazione" per la raggiunta pacificazione dell'intera provincia.
Del Palazzo de Conciliis Victor Hugo serba un vivo ricordo pervaso da grande nostalgia. "C'etait un palais de marbre ...", dirà in proposito il poeta, quasi a rievocare un periodo d'innocenza, di candore e di libertà che si accompagnano all'infanzia di ogni uomo.
Al munifico gesto di Pietrogiacomo de Conciliis ha fatto seguito, sempre della stessa famiglia in favore dell'ospedale, l'azione della benefattrice Michela de Conciliis.

La nobildonna nacque ad Avellino nel 1833 da Felice e da Francesca Ronca. All'età di 22 anni convolò a nozze con Francesco Antonio Rossi, ricco possidente di Lettere in provincia di Napoli.
Rimasta vedova in giovane età, nel 1864 sposò, in seconde nozze, il medico Enrico Amabile, molto più giovane di lei. Nuovamente vedova e senza prole si dedicò alla beneficenza.

Sofferente a causa di una grave malattia, con testamento olografo, chiamò erede universale di tutti i suoi beni l'Ospedale di Avellino, suscitando le ire del parentado il quale arrivò persino a impugnare il testamento.
Come prima impressione può sembrare che a spingere la donna a donare tutti i suoi averi sia stata l'emotività, a causa della sofferenza e della mancanza di opportune cure. Ma non è così. Nel 1865, quando la de Conciliis era nel fulgore della propria vitalità ed esuberanza, aveva già predisposto analogo testamento a quello successivo, vergato il 6 settembre 1902.
Morì in Avellino il 28 ottobre 1903. Tra i beni donati da Donna Michelina figura il settecentesco palazzo di Largo Ospedale, ereditato dal padre Felice, il quale lo ebbe a sua volta dal padre Michele.

Negli anni seguenti il palazzo patrizio ospitò varie istituzioni di assistenza alla maternità e all'infanzia sino a quando, rimasto abbandonato, ha conosciuto il degrado e la fatiscenza, acuitisi con i colpi dell'ultimo terremoto.
Esso è pervenuto al Comune di Avellino al quale sono stati trasferiti gli immobili dell'ospedale, a seguito della legge sanitaria n. 833 del 23 dicembre 1978.

Fonti e bibliografia essenziale

  • A. Massaro, L’ospedale di Avellino, Lioni 1985
  • A. Massaro, Il Palazzo de Conciliis, in “Secondo Convegno Filatelico Irpino” Avellino, 23 – 24 maggio 1992
  • M. G. Cataldi – A. Massaro, Avellino - profilo di una città, Avellino 1999
  • M. De Cunzo - V. De Martino, Avellino, Bari 1985

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