Villa Amendola

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La bella struttura di Villa Amendola di Avellino, inaugurata il 6 marzo 2009, racchiude nelle sue mura tre secoli di storia della nostra città.
Alla cerimonia di inaugurazione hanno presenziato varie autorità cittadine e regionali.
A benedire la nuova struttura il Vicario del Vescovo Don Sergio Melillo, mentre il taglio del nastro è avvenuto ad opera del Sindaco della città, Giuseppe Galasso, avendo a fianco il Senatore Enzo De Luca e l’On. Antonio Maccanico.

a cura di Andrea Massaro (giugno 2010)
Villa Amendola
Villa Amendola - Foto d'epoca
Villa Amendola

Villa Amendola - Cortile Ingresso
Villa Amendola

Villa Amendola - Cortile Ingresso
Villa Amendola

Villa Amendola - Giardino
Villa Amendola

Villa Amendola - Giardino
Villa Amendola

Villa Amendola - Giardino
Villa Amendola

Villa Amendola - Vista Panoramica
Villa Amendola

Villa Amendola - Vista Interno

Le ricerche effettuate per conoscere il suo passato e le persone che vi hanno dimorato hanno fatto rivivere momenti esaltanti del passato della nostra città.
A partire dalla seconda metà del ‘700, quando la villa è di proprietà di un facoltoso possidente di Avellino, Don Domenico Pelosi, sagace amministratore del Comune di Avellino.
In questi anni il bellissimo parco si arricchisce di alberi e piante esotiche e pregiate, come secolari sequoie, banani, oleandri, ippocastani, lecci, magnolie, frassini, pini, abeti, ecc.
 

Villa Amendola
Villa Amendola - Muro di Cinta
Ma una pagina luminosa viene alla luce con il periodo napoleonico. All’indomani dell’8 agosto 1806, quando Avellino sarà elevata a capoluogo di provincia, la villa viene prescelta come dimora di un giovane Capitano della guardia reale napoleonica, Luigi Horto, di Ajaccio, conterraneo e coetaneo di Napoleone e Giuseppe Bonaparte, Re del Regno di Napoli.
La presenza nella villa della bellissima e giovane Aurelia Pelosi, figlia del proprietario, accende una irresistibile fiammata d’amore nel cuore dei due giovani, che ben presto sarà benedetta dal matrimonio, celebrato nel 1807 nella chiesa di Costantinopoli.

Mai matrimonio così sfarzoso si era celebrato in quella chiesa, frequentata da poveri braccianti e umili operai di Sant’Antonio Abate, Fornelle, San Leonardo, Rampa Macello.
Il luccichìo delle sciabole, lo splendore dei bottoni dorati, gli alamari sgargianti e le piume di struzzo dei colbacchi dei soldati francesi diedero vita ad uno spettacolo che entusiasmò i presenti per molto tempo.

L’unione del Capitano còrso e la bella Aurelia fu allietata dalla nascita di un figlio, al quale perverrà in seguito la villa. Costui, Gioacchino Orto, (cognome italianizzato), dopo la morte della madre ed il rientro in Francia del padre, dopo le varie battaglie affrontate, fino alle ferite riportate a Waterloo e all’incarico di costituire la Legione Straniera, sarà affidato alle cure del nonno, Domenico Pelosi. Gioacchino Orto fu un valente avvocato. Durante i giorni delle rivolte antiunitarie del 1860-61 gli fu affidato il comando della Guardia Nazionale di Avellino, impegnata nella lotta alla reazione, divampata in molti paesi della nostra provincia.
Componente della Camera di Commercio, più tardi organizzerà la partecipazione dell’Irpinia alla Mostra Universale di Parigi del 1878, i cui capannoni metallici saranno allestiti da Gustav Eiffel.

La figlia di Gioacchino Orto, Aurelia, come la nonna, nel 1852 sposa il ricchissimo Senatore di Baronissi, l’On. Mattia Farina, patriota e uomo politico di primo piano, il quale vanta un patrimonio immenso, costituito da terreni nel Cilento, palazzi, allevamento di cavalli e bufale, al quale si aggiunge la villa di Borgo San Leonardo.

Villa Amendola


Villa Amendola - Vista lato Giardino
Frattanto un bravo pittore di Sarno, Michele Amendola, sposa a Napoli nel 1879 la gentildonna di Montoro Inferiore, Francesca Federici, trasferendosi a Piazza di Pandola.
Dal matrimonio tra Michele Amendola e Francesca Federici nasceranno tre figli, tra cui il futuro Sindaco di Avellino, Francesco. Il matrimonio dura pochi anni. Michele muore all’età di 36 anni. La giovane Francesca Amendola si troverà ad affrontare moltissime difficoltà. Ma la sua tempra forte riuscirà a superare molte tempeste.
Negli anni seguenti si avvicina alla vedova Amendola il ricchissimo Gennaro Farina, di Baronissi, figlio del Senatore Mattia e di Aurelia Orto, alla quale apparteneva la villa di Via S. Leonardo.
Francesca Federici Amendola anni dopo aggiunge ai suoi cognomi anche quello di Farina, a seguito del matrimonio celebrato a Napoli il 22 gennaio 1914 con Gennaro Farina.

Alla morte di questi, avvenuta nel 1926, tutta l’eredità, compresa la Villa, passerà alla famiglia Amendola. Nel 1934, proveniente da Napoli, si stabilirà in Avellino, nella stupenda villa di Via Due Principati, il Comm. Francesco Amendola, dalla quale eserciterà un’influenza non secondaria nell’ambiente antifascista. Fu il primo Sindaco del capoluogo eletto dal voto popolare del 24 novembre 1946.

Alcuni anni dopo numerosi consiglieri si dimisero dalla carica causando lo scioglimento del Consiglio.
Francesco Amendola fu nominato Commissario prefettizio e amministrò la città fino al giugno del 1952. Il suo periodo fu tra i più travagliati della storia recente di Avellino.
Il Sindaco Amendola da questa villa e dal Municipio seppe operare sopra le parti e si prodigò molto per la città. Nel luglio del 1949 annunciò la fine del tesseramento dei generi alimentari. Prese parte attiva alla rinascita della città e fu in prima linea in ogni iniziativa. Fu tra i primi sottoscrittori della nascita della Banca Popolare dell’Irpinia e della Società Filoviaria Irpina, iniziative intraprese per avviare Avellino sulla strada del progresso, meta raggiunta in poco più di un decennio dopo.

Villa Amendola


Villa Amendola - Ingresso Giardino
Il Comm. Francesco Amendola morì in Avellino il 5 novembre 1959.
Con la scomparsa del Comm. Amendola la villa conosce un declino che si accentua notevolmente con i colpi del terremoto del 23 novembre 1980.

Nel 2003 la villa verrà acquisita nella proprietà comunale e poco dopo iniziano i lavori che l’hanno oggi restituita più bella di prima, capace di scrivere ancora tante pagine della storia di Avellino.

 

Fonti e bibliografia essenziale

  • A. Massaro, Villa Amendola – Tre secoli di storia, Atripalda 2004
  • Archivio di Stato Avellino, Notai di Avellino, notaio Luigi Criscuoli, capitolo matrimoniale Paolo Orto - Aurelia Pelosi, 26 settembre 1807
  • Archivio Parrocchiale S. Maria di Costantinopoli Avellino, Registro dei matrimoni 1807; 1852
  • A. Massaro, Gli Eroi dimenticati – Montefalcione 1861, Avellino 2005

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